Home

Le Ragioni del Cammino

1.Il Cammino dei Tre Sentieri è una proposta di cammino di Fede che nasce dal desiderio di “rinnovare” l’annuncio della Salvezza di Cristo.

2.L’uso del verbo “rinnovare” ha un suo preciso significato. Deve intendersi nel suo senso letterale di “rendere nuovamente nuovo”, cioè di rendere nuovamente affascinante e persuasivo l’annuncio della Salvezza di Cristo, Verbo incarnato incontrabile nella Sua Chiesa: Cattolica, Apostolica e Romana.

3.Ciò che oggi si constata è spesso una mancanza di persuasività dell’annuncio cristiano, mancanza dovuta quasi sempre a due cause:

  • Una riduzione di questo annuncio ad esclusiva risoluzione di problemi immanenti.
  • Una riduzione di questo annuncio ad uno dei tanti possibili.

4.E’ evidente che queste due diffuse “riduzioni” conseguono ad un rifiuto esplicito o implicito dell’integrità della dottrina di sempre della Chiesa Cattolica, rifiuto che ha avuto e ha come “genitore” il modernismo teologico.

5.L’annuncio cristiano deve invece risolvere queste due “riduzioni”, recuperando la dottrina di sempre della Chiesa Cattolica, libera da qualsiasi contaminazione modernistica; ma nello stesso tempo deve presentarsi nella sua maniera più vera e persuasiva, recuperando la sua costitutiva “armonia”.

6.Il vero significato da dare al termine “armonia” è dato dalla stessa natura di Dio, essendo la Verità da annunciare non un’arbitraria teorizzazione su Dio, ma la Sua stessa Persona, la Sua stessa natura.

7.Dio è l’Essere nella sua pienezza, Essere che è la causa prima, il fondamento di tutto.

8.L’essere ha tre proprietà fondamentali (dette “proprietà trascendentali”), che sono: Il vero, Il buono, Il bello.

9.Dio, in quanto essere assoluto, ha queste tre proprietà in modo altrettanto assoluto. Dunque Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza.

10.Se si pone Dio come Centro e Ragione fondamentale dell’essere cristiano (cosa purtroppo per nulla scontata nel cristianesimo contemporaneo dove molto spesso l’appartenenza a Dio non è “la” ma “una” componente della vita) va da sé che l’annuncio della salvezza di Cristo deve manifestare e testimoniare Dio nella sua pienezza, cioè come Bontà, Verità e Bellezza.

11.Ecco perché parlare oggi di “rinnovare” l’annuncio cristiano (nel senso di cui abbiamo detto prima) non significa inventare qualcosa di nuovo, ma solo recuperare l’annuncio nella sua integrità di sempre.

12.Bisogna però tener conto di due fattori:

  • la psicologia fortemente destrutturata dell’uomo contemporaneo;
  • l’evidente confusione che attiene alla formazione cristiana contemporanea, laddove la diversità non è più nell’unità e per l’unità, ma molto spesso per tradurre il cristianesimo in religione plurale e complessa.

Questi due fattori impongono all’annuncio cristiano una sistematizzazione, per quanto metodologica e didattica, quindi non assoluta né indiscutibile.

13.Ecco il motivo per cui si è pensato a Il Cammino dei Tre Sentieri.

14.Muovendo appunto dall’armonia “sinfonica” dell’essere di Dio, l’adesione a Dio stesso ha bisogno di tre  approcci:
  • La Bontà va amata
  • La Verità va conosciuta
  • La Bellezza va gustata
15.Il cristiano, pertanto, deve amare, conoscere e gustare il Signore Gesù. Certamente questa affermazione non pretende sostituirsi a ciò che da sempre il Catechismo afferma, ovvero che la vocazione di ogni creatura intelligente (angelo o uomo che sia) è quella di conoscere, amare e servire Dio; quanto intende muovere da questa verità per approfondirla e soprattutto contestualizzarla all’impegno che ogni cristiano ha di testimoniare la sua Fede oggi: al mondo e all’uomo contemporanei.
16.Alla Bontà va amata corrisponde il Primo sentiero; alla Verità va conosciuta il Secondo sentiero; alla Bellezza va gustata il Terzo sentiero.
17.Ogni cristiano, nei limiti del possibile e secondo i talenti che la Divina Provvidenza gli ha donato, deve percorrere questi tre sentieri.
18.Il percorso deve avvenire in una dinamica di contemporaneità essendoci tra essi differenze di ordine ontologico e logico, ma non cronologico.
19.Una chiarificazione sul termine “sentiero”. Al punto n.3 si è detto che l’annuncio cristiano ha perso persuasività perché ha subìto anche un processo d’immanentizzazione, dimenticando che il Signore Gesù è venuto a salvarci principalmente per donarci il Paradiso e che tutta la vita terrena deve essere vissuta nella prospettiva dell’Eternità (da qui la sua vera bellezza e l’unica possibilità per caratterizzarla di vera gioia). Ebbene, la vita è dunque un pellegrinaggio, un cammino, un sentiero da percorrere…ecco perché si è preferito utilizzare questo termine.
20.In relazione all’immagine del “pellegrinaggio” che ispira Il Cammino dei Tre Sentieri, diventa chiaro il suo significato. Può rappresentare tanto dei cavalieri in preghiera prima dell’investitura quanto dei pellegrini prima del viaggio. Condizioni, queste, che stanno a significare tanto l’impegno di servire altruisticamente il prossimo per accompagnarlo sui sentieri della Verità (nella dimensione del cavalierato), quanto della dimensione esistenziale cristiana, che è appunto quella del “cammino” (cioè del pellegrinaggio) verso il Paradiso.
21.Il Cammino dei Tre Sentieri si offre a tutti, indipendentemente dalle singole appartenenze ecclesiali. Nell’ambito, però, di questo cammino si può fare la scelta di un maggiore impegno e condivisione. Nel qual caso si può diventare “pellegrini” del cammino, sforzandosi di assumere gli impegni relativi ai singoli sentieri.

Il primo sentiero

La Bontà va amata. Vita di Grazia, preghiera e abbandono alla tenerezza dell’Immacolata

22.L’uomo verrà giudicato sull’amore. Il primato ontologico è dell’amore. Si tratta di un amore non ridotto a puro sentimento emotivo, ma che scaturisce logicamente dalla conoscenza. Dunque, un amore che sia sempre giudicato dalla Verità.

23.La Verità cristiana è una Persona e l’esito è prima la conoscenza poi l’abbraccio. La luce serve per guardare, senza di essa è impossibile lo sguardo. Se non osserviamo, bisogna prima accendere la luce; se già guardiamo, per poter continuare a vedere, dobbiamo far sì che la luce rimanga accesa. Ecco dunque che la Grazia è fondamentale per iniziare davvero a conoscere Dio, così come è fondamentale per conservare la vera conoscenza di Dio. E’ importante procedere contemporaneamente nei Tre Sentieri, soprattutto riguardo il percorrere il Primo, perché si può davvero conoscere se la mente è illuminata da Dio. Bisogna chiedere al Signore Gesù e a Maria Santissima la grazia della Sapienza.
24.Bisogna odiare ed eliminare il peccato, perché non si può servire e portare agli altri la Verità se non si vive secondo-Verità. Solo chi ama il Signore può far innamorare del Signore.
25.Proprio perché il primato ontologico è nell’amore, il modello è l’Immacolata, Colei che è stata l’Ancella della Verità, che ha amato e ama di più Dio, Colei che ha portato la Verità nel suo grembo. Oggi più che mai sono i tempi di Maria e oggi più che mai l’Immacolata raccomanda la recita del Santo Rosario.
26.Schematicamente ecco ricapitolati i motivi dell’indispensabilità della devozione mariana nel cammino di fede di ogni cristiano:
  • Maria è la nemica di ogni errore: “porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe. Tu le insidierai il calcagno, ma Ella ti schiaccerà la testa.” (Genesi 3, 15)
  • Perché Maria è Colei che ha portato veramente nel suo Grembo la Verità, Colei che l’ha cullata e l’ha abbracciata. Chi più di Maria ha amato la Verità?
  • Se dunque ci si vuole davvero innamorare e far innamorare della Verità bisogna andare alla “scuola” di Maria.
27.Eucaristia e Santo Rosario sono i “bastoni” su cui reggere il Cammino del Primo Sentiero.
28.Nell’ambito del Primo sentiero gli impegni consigliati al pellegrino sono:
  • Conoscere le tappe fondamentali del cammino del Primo Sentiero. (cfr. n.45)
  • Preghiere quotidiane del mattino e della sera.
  • Meditazione brevissima (detta “Borraccia”) durante tutto il corso della giornata su una frase biblica o su un detto dei santi.
  • Recita quotidiana del S.Rosario completo o almeno di una corona (quella del giorno). A riguardo devono essere ricordate (meglio quotidianamente) le parole del beato Bartolo Longo: “O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, Torre di Salvezza negli assalti dell’inferno. Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.” E quelle di Giuseppe Schryvers: “Il figlio di Maria si sforzerà di non omettere mai la recita del Rosario, siano pure urgenti le sue preoccupazioni. Solo o in compagnia, chiuso nella camera o attraverso le vie della grande città, nel silenzio della solitudine o nel rumore e nel tumulto delle riunioni pubbliche, il figlio di Maria mormora in silenzio l’Ave Maria. So bene che questa preghiera non può fare a meno di essere distratta, ma la Madre non guarda se non alla buona volontà.”
  • Eucaristia quotidiana con opportuna preparazione (atti di Fede, Speranza, Carità e contrizione) e con congruo (almeno dieci minuti) ringraziamento.

Il secondo sentiero

La Verità va conosciuta:

apologetica per dimostrare la verità del Cristianesimo

29. “(...) adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”(1 Pietro 3,15). Dunque dopo la preghiera, (in una successione ontologica, ma non logica o cronologica) viene la formazione.

30.Bisogna far capire che il Cristianesimo, a differenza delle altre religioni, è indiscutibilmente credibile. Esso non solo ha verità che possono essere dimostrate razionalmente (esistenza, unicità e bontà di Dio), ma anche verità (quelle di Fede), che, pur non essendo dimostrabili, sono altamente credibili. Credibilità significa che alla base di un’affermazione ci sono una serie di elementi che rendono più ragionevole il credere che il non credere. Questo è il campo dell’apologetica (teologica, filosofica e storica).

31.Bisogna conoscere le nozioni fondamentali dell’apologetica, per difendersi, difendere e contrattaccare alla luce della collaborazione Ragione e Fede, tenendo presente l’importanza delle opere di misericordia spirituale.

32.Nell’ambito del Secondo sentiero gli impegni consigliati al pellegrino sono:

  • Conoscere le tappe fondamentali del Cammino del Secondo Sentiero. (cfr.n.46)
  • Compatibilmente con le proprie possibilità (di applicazione e di tempo: quindi mai trascurando il dovere di stato che viene prima di ogni altro), dedicare quotidianamente del tempo (un’ora/mezz’ora) allo studio.
  • Lo studio deve riguardare come oggetto principale la difesa della Verità cattolica (Catechismo, apologetica teologica, storica, filosofica, ecc.), avendo come intenzione principale non quella di orgogliosamente arricchire la propria cultura quanto di poter donare al prossimo, spesso confuso e disorientato, la Verità (la più grande carità è donare la Verità). Dunque, l’esposizione deve sforzarsi di saper coniugare il rigore con la facilità, mai cadendo in un accademismo sterile ed inopportuno.
  • L’esposizione deve orientarsi in maniera armonica, cercando di non dimenticare mai i tre approcci riguardo la Persona del Signore (i tre sentieri). Insomma bisogna saper parlare tanto all’intelletto quanto al cuore del proprio interlocutore.

Il terzo sentiero

Conoscere ed esprimere il fascino irresistibile della verità cattolica, che, sola, può appagare il cuore dell'uomo

32.Tutte le manifestazioni dell’umano dimostrano, direttamente o indirettamente, che solo Cristo può dare significato e risposta all’avventura umana, perché la felicità non è alternativa alla sofferenza (che è ineliminabile) ma alla disperazione che è l’esito del non senso.

33.L’uomo è per la gioia. La gioia non è riducibile ad uno stato d’animo, ma avere un atteggiamento positivo verso la vita.
34.La gioia è possibile solo con la Speranza, non quella umana ma quella teologale (certezza in ciò che ancora non si è completamente realizzato).
35.La Speranza è solo quando si incontra la Risposta per questa vita nella prospettiva della vita eterna.
36.La Risposta non è un’astrazione ma un incontro. Non un infinito astratto, ma l’Infinito che si è fatto carne e sangue: Gesù di Nazareth.
37.Nell’ambito del Terzo Sentiero gli impegni consigliati al pellegrino sono:
  • Conoscere le tappe fondamentali del Cammino del Terzo Sentiero. (cfr. n.47)
  • Saper esprimere la gioia che conferisce la vita cristiana. E’ necessario saperla esprimere sforzandosi di mostrarsi sereno, cortese e sempre accogliente nei confronti delle esigenze del prossimo.
  • Evidentemente non basta la semplice testimonianza personale. Si deve cercare nel proprio apostolato, e nei limiti delle proprie possibilità, di sottolinerare la ricerca di senso che è insita nell’uomo e come e quanto questa ricerca trovi risposta solo ed esclusivamente nella Persona di Nostro Signore Gesù Cristo, incontrabile –per Suo volere- nella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.
  • E’ facile oggi sentire persone che dicono: “Ma io non capisco, non riesco a capire…come si può essere felici malgrado la sofferenza?” Dinanzi a queste affermazioni il pellegrino deve pregare e deve saper rispondere alle singole obiezioni, ma deve anche invitare l’interlocutore a confidare le sue pene al Signore Gesù e alla Sua SS.Madre, dicendo così: “Gesù e Maria io non sono nulla. La mia vita non ha senso senza di Voi. Io non capisco molte cose, ma le accetto perché me le chiedi, Tu, o Gesù... aiutami però, fammele capire al più presto affinché possa servirti meglio. Gesù e Maria vi amo. Siete l’unica ragione della mia vita.” Ebbene, questa è la soluzione di ogni problema. Dio resiste ai superbi, ma dona tutto se stesso agli umili.  Nella nostra condizione di vita non ci è dato conoscere le risposte ma la Risposta. Per risposte s’intendono le spiegazioni precise di ciò che accade, per Risposta, invece, il senso di tutto. Noi non potremo mai sapere il perché della sofferenza di quel bambino, di quell’innocente, ma certamente potremo sapere che c’è comunque un senso alla sofferenza del giusto: soprattutto se si contempla il Crocifisso e si capisce che il Dio del Cristianesimo non solo non ha creato la sofferenza, ma Lui stesso ha voluto accompagnarci nell’esperienza della sofferenza.
  • Riguardo al Terzo sentiero ci sembra che un esempio importante lo possiamo trarre dalla grande opera di San Bonaventura (“Itinerarium mentis in Deum”), che non fa altro che sintetizzare la tipica mentalità medievale, che è stata la mentalità che più si è sforzata –pur con tutti i suoi limiti- di esprimere la dimensione esistenziale del pellegrinaggio. Riprendendo San Bonaventura, possiamo dire che la Fede è un cammino, ma un cammino che ha due caratteristiche fondamentali:
    • Si deve partire dalla conoscenza del particolare
    • Si devono “sintetizzare” tutte le manifestazioni dell’umano
      • Si deve partire dalla conoscenza del particolare: questa affermazione non ha soltanto una valenza filosofica, nel senso che il raggiungimento dell’universale avviene previa conoscenza del sensibile; ma ha soprattutto una valenza pratica, nel senso che si coglie Dio partendo dal quotidiano, stupendosi di esso e ritrovando in esso il senso più autentico e profondo del proprio esistere. Non si deve disdegnare ogni piccola gioia del quotidiano per sapersi aprire alla Verità; così come si deve aiutare il prossimo a cogliere la bellezza della Verità in ogni gesto e in ogni sfumatura. Da qui la necessità della cosiddetta “via pulchritudinis”
      • Si deve saper sintetizzare tutte le manifestazioni dell’umano: bisogna saper utilizzare tutte le manifestazioni autenticamente artistiche (ovviamente quelle moralmente lecite) dell’uomo, perché tutte (se davvero partono dal profondo del cuore dell’uomo) non possono che manifestare il bisogno perenne di senso e di verità.

LE TAPPE FONDAMENTALI DEL “PELLEGRINAGGIO”

Adesso vediamo come concretamente queste ragioni devono essere tradotte

in un cammino formativo consequenziale

Premessa

39.Il Cammino dei Tre Sentieri vuole offrirsi come un itinerario semplice per capire e far capire la verità del Cattolicesimo.
40.Esso è costituito da Tre Sentieri, a loro volta formati da poche tappe logicamente legate fra loro. Ogni tappa è sintetizzata in poche parole.

 

41.E' evidente che ognuna di essa può e deve essere approfondita nella maniera dovuta.
42.Può sembrare strano che la Verità possa essere così semplificata. Rispondiamo:
  • La Verità è Dio e non c'è essere più semplice di Dio. Dio è l'Essere nella sua semplicità. Complicato è l'errore ed è esso a volersi dare una parvenza di difficoltà intellettuale.
  • La Verità è semplice perché Dio la offre a tutti, indipendentemente dai talenti intellettuali. Questi servono per approfondire le verità fondamentali non per venirne semplicemente a conoscenza.
  • Bisogna partire dai punti fondamentali dell'annuncio cristiano, in considerazione della grande ignoranza – oggi - delle ragioni fondamentali della fede.

 

 

RADUNO: La dimensione dell’eterno e il bisogno di Dio

43.Prima di iniziare il Cammino dei Tre Sentieri bisogna fare una premessa. Una premessa che chiamiamo "raduno" proprio per utilizzare una terminologia relativa all'esperienza del pellegrinaggio.

44.Questo "raduno" consiste nell'individuare i motivi per iniziare il viaggio. I motivi sono:

A.L'uomo, se osserva ragionevolmente la sua vita, si accorge che il suo bisogno fondamentale è quello di rispondere alle domande di senso: Che significato ha la mia vita? Perché devo soffrire? Perché devo morire?..Domande che attengono a tre prospettive che si impongono: il significato, l’insoddisfazione e l’attesa.

B.In conseguenza di questo, l'uomo vive nella sua vita il dramma tra la grandezza della domanda che porta in sé e la piccolezza della risposta che scopre nell'hic et nunc.

C.Da questo si scopre che solo l'Assoluto e il vivere per l'eterno possono davvero conferire quella risposta che riesce a colmare il cuore.

D.Da questo si capisce anche un'altra cosa: che vivere nella compagnia dell'Assoluto e della conquista dell'eternità rende più bella e gustosa la vita terrena.

 

Il Cammino del Primo Sentiero: la Bontà va amata

45.Nel Cammino del Primo Sentiero ci sono quattro tappe:

1° tappa: Vita di Grazia

Solo nella verità cattolica vi è la Vita di Grazia, che è partecipazione alla Vita Divina.

2° tappa: Abbandono nelle braccia di Dio

Se si può partecipare alla Vita Divina, solo nella verità cattolica l’uomo è elevato ad abbracciare il Signore e a rapportarsi a Lui nel filiale rapporto interpersonale e non in un astratto intellettualismo.

3° tappa: Abbandono alla tenerezza dell’Immacolata

Se si può abbracciare il Signore nel filiale rapporto interpersonale, solo nella verità cattolica è logicamente possibile l’inimmaginabile dono di una Madre alla cui tenerezza ci si può abbandonare.

4° tappa: Valore della purezza

Se si può abbracciare il Signore nel filiale rapporto interpersonale e quindi si può partecipare alla Vita Divina, si ha l’obbligo di sganciarsi dalla istintività, convincersi che la Legge di Dio coincide con Dio stesso e convincersi che la sapienza è l’esito della Vita di Grazia e dell’esercizio della virtù.

Il Cammino del Secondo Sentiero: la Verità va conosciuta

46.Nel Cammino del Secondo Sentiero ci sono dodici tappe:

1° tappa: Esistenza di Dio

Dio esiste, perché l’esistenza del limitato rimanda all’esistenza dell’assoluto.

2° tappa: Negazione del panteismo

Se Dio è assoluto, Egli non può confondersi con la natura ma è creatore della natura.

3° tappa: Dio è amore

Se Dio è assoluto, Dio ha creato solo per amore ed è amore.

4° tappa: Dio si è incarnato

Se Dio ha creato solo per amore, è credibile che Dio si riveli all’uomo fino alla donazione di sé: l’Incarnazione.

5° tappa: Dio ha voluto la Chiesa

Se Dio si è incarnato, si capisce logicamente perché Gesù abbia voluto e fondato la Chiesa in quanto prolungamento della sua presenza nella storia degli uomini.

6° tappa: Dio ha voluto la Chiesa come unica realtà salvifica.

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, è l’unica realtà salvifica (“extra ecclesiam nulla salus”) perché è Cristo l’unico Salvatore.

7° tappa: Dio ha voluto la Chiesa visibile

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, deve essere manifesta e giuridicamente riconoscibile. Ecco perché Gesù l’ha voluta visibile.

8° tappa: Dio ha voluto che la Chiesa avesse un magistero

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, deve avere di Cristo il potere di ammaestrare. Ecco perché Gesù ha voluto nella Chiesa il Magistero e la gerarchia.

9° tappa: Dio ha donato i sacramenti

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, deve avere di Cristo il potere di santificare. Ecco perché Gesù ha istituito i Sacramenti.

10° tappa: Dio permette che la Chiesa venga continuamente attaccata.

La Chiesa, in quanto unica realtà salvifica (“extra ecclesiam nulla salus”), prevedibilmente, nella sua storia, subisce un attacco organizzato.

11° tappa: Dio ha donato l’Eucaristia

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, rende credibile la presenza reale di Cristo Stesso. Ecco perché Gesù ha istituito la grandezza inimmaginabile dell’Eucaristia.

12° tappa: Solo la Chiesa cattolica ha i miracoli apologetici e il “martirio” delle testimonianze

La Chiesa, in quanto prolungamento di Cristo nella storia degli uomini, rende credibili i miracoli che in essa avvengono. Solo la Chiesa Cattolica ha i miracoli apologetici e il “martirio” delle testimonianze.

Il Cammino del Terzo Sentiero: la Bellezza va gustata

47.Nel Cammino del Terzo Sentiero ci sono quattro tappe:

1° tappa: Solo la Speranza cristiana dà senso alla vita

L’alternativa di ogni uomo è tra sentirsi “gettati nel mondo” o frutto di un “progetto d’amore”.

2° tappa: Solo la Speranza cristiana dà senso alla sofferenza

La felicità possibile che è data all’esistenza umana non può essere alternativa alla sofferenza (che è ineliminabile), ma alla disperazione. Solo nella verità cattolica Dio non si limita a consolare sulla sofferenza, ma –incarnandosi, patendo e morendo per l’uomo- fa esperienza della sofferenza, rendendo possibile la coniugazione bontà di Dio-esistenza delle sofferenze umane.

3° tappa: Solo nel Cristianesimo la bellezza di un Dio che si fa uomo.

In nessun’altra religione si afferma ciò che umanamente inimmaginabile: Dio si fa veramente uomo.

4° tappa: Solo nel Cristianesimo la bellezza di un Dio che rende l’anima dell’uomo il suo universo.

Solo il Cristianesimo possiede il concetto di “vita interiore”, perché solo nel Cristianesimo l’uomo può partecipare alla Vita di Dio, attraverso il dono della Grazia.


I Cammini

48.Gli incontri di formazione di ogni Cammino devono tenersi con frequenza mensile. Il Cammino dei Tre Sentieri si assume l’impegno di rispondere all’invito della Vergine del Rosario di Fatima di praticare la devozione dei primi sabati del mese. Pertanto l’incontro mensile è in coincidenza di ogni primo sabato.

49.Agli incontri partecipano tanto i pellegrini quanto i non-pellegrini (viandanti –cfr.n.63- e non) e tutti coloro che desiderano rispondere all'invito della Beata Vergine di Fatima.

50.Chi dovesse assumere gli impegni del pellegrino non li assume definitivamente né con l’intenzione di assolvere ad un voto. E’ bene che sia chiaro: si tratta di un libero impegno assolutamente non obbligante né sul piano morale né su quello canonico.

51.Gli incontri devono essere così strutturati:

  • 1° sentiero: Santo Rosario meditato (preferibilmente dinanzi al SS.Sacramento) e Santa Messa.
  • 2° sentiero e/o 3° sentiero: Formazione
  • Discussione

52.Responsabile di ogni Cammino è una Guida, detta Guida locale.

53.La Guida locale deve essere necessariamente un pellegrino.

54.La Guida locale può essere un laico (uomo o donna), un religioso, una religiosa o un sacerdote secolare.

55.Le Guide locali devono fare riferimento (via telefono o posta elettronica) alla Guida nazionale, in merito ai percorsi da seguire negli incontri di formazione.

56.Ogni gruppo locale viene chiamato Cammino. Ogni Cammino si porrà sotto la protezione di un Santo o di un titolo della SS.Vergine. Per esempio Cammino San Pio da Pietrelcina, oppure Cammino Madre del Buon Consiglio, ecc.


Il Pellegrino

57.Il pellegrino deve vivere la sua vita nella dimensione del “pellegrinaggio”, anzi deve chiedere nella preghiera che non possa mai smarrire questa dimensione.

58.ll pellegrino può essere un laico, un ordinato (sacerdote o diacono), un religioso o una religiosa.

59.Nel caso sia un religioso o una religiosa la scelta non potrà che avvenire previa approvazione del legittimo superiore.

60.Il pellegrino può essere anche un appartenente ad un specifico movimento ecclesiale, fermo restando la condivisione degli atti fondativi de Il Cammino dei Tre Sentieri, l’adesione alla dottrina di sempre della Chiesa Cattolica e l’analisi sulle cause e i possibili rimedi per l’attuale crisi dell’annuncio cristiano.

61.Gli impegni a cui deve attenersi il pellegrino sono quelli indicati nei punti 28,32 e 37.

62.La Guida nazionale può, per motivi attinenti alla vita morale o/e alla eventuale non condivisione delle linee guida de Il Cammino dei Tre Sentieri, riservarsi di non confermare ad un pellegrino l’incarico di Guida locale e il suo impegno di pellegrino stesso.

Il Viandante

63.Il viandante professa simpatia per Il Cammino dei Tre Sentieri e contribuisce alle sue attività, pur non vivendone gli impegni e pur –eventualmente- non accettandone totalmente gli orientamenti.

Joomla templates by a4joomla